GIOIA
Fotografi senza frontiere
Ha passato la vita a ritrarre senzatetto, freaks, circensi e cowboy. Questa colta Mary Ellen Mark si mette in posa, con i suoi colleghi. Davanti all'obiettivo di un altro irregolare
8 Novembre 2008
Beniamino Marini

Photograph of Mary Ellen Mark by Gerard Rancinan not available

La passione per le trecce, Mary Ellen Mark, I'ha sempre abuta. In omaggio ai nativi americani e agli "alternativi" cui ha dedicato la sua carriera di fotografa: senzatetto, matrone aundine, circensi thailandesi e cowboy. Compagni di una vita per questa signora radical, qui ritratta da un altro amante del borderline, Gerard Rancinan, noto per i suoi ritratti spettacolari e inquietanti, molti dei quali esposti lo scorso anno alla Triennale Bovisa di Milano in La Trilogia del Sacro Selvaggio. Oggi e a Parigi, con la mostra Le Photographe, prodotta da Baume et Mercier (dall'11 novembre, al Palais de Tokyo). Realizzata con la giornalista Caroline Gaudriault, che lo seque spesso nei suoi viaggi in cui rittras i protagonisti della cronaca (ultimi, gliatleti olimpici della squadra cinese), I'esposizione passa in rassegna la fotografia contemporanea attraverso i volti di una trentina dei suoi rappresentanti. Da Pierre et Gilles a Oliviero Toscani, da Alberta Watson a Sebastiao Salgado, fotografati in situazioni anomale, estreme, che il ritrattista immagina coerenti con I'estetica del fotografo ritratto. Tutti insieme, uno per uno, in posa davanti all'obiettivo.

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