IL VENERDI
la fede corre in moto
Un esercito di uomini è pronto a salvare l'America dal peccato. Va in guerra con due armi: la Bibbia e un'Harley Davidson
MAY 1991
JEFF STEIN
PHOTOGRAPHY BY MARY ELLEN MARK

I paradiso sicon~ in moto. Non è più tempo di privazioni e penitenze, di mia colpa e confessioni. Adesso il regno dei cieli, nella carta geografica del buon cristiano, è più vicino. Basta salire su una Harley Davidson e percorrere qualche migliaio di chilometri sulle strade americane. Per l'Associazione dei motociclisti cristiani la via della redenzione è una qualunque delle freeway che tagliano gli Stati Uniti da Est a Ovest. A lanciare questa rivoluzione è stato Herb Shreve un pastore battista che oggi ha una sessantina d'anni. Tutto è cominciato nel '72 quando Herb, preoccupato per suo figlio Herbie, che continuava ad andare con un gruppo di motociclisti e sembrava allontanarsi sempre più dalla fede, decise di comprare due Honda.

212G-151-017

212G-139-019

Insieme padre e figlio fecero un lungo giro per gli States e arrivarono fino in Canada. Poco per volta il predicatore ci prese gusto, e cominciò a frequentare i convegni dei motociclisti, dove giovani capelloni in tuta di pelle si ubriacavano e andavano a portare scompiglio nelle città e nei paesi vicini. La cosa che lo colpì fu che nessuno si occupava di questi giovani e dei loro problemi. Così quattro anni dopo, quando un intervento chirurgico al cuore lo convinse a ritirarsi in campagna con la moglie Shirley e a lasciare la parrocchia in cui lavorava, Herb si ricordò dell'esperienza che aveva fatto e decise di aiutare quei giovani. All'inizio andava agli incontri dei moto ciclisti e predicava

Era riuscito a trovare dei finanziatori e poteva dedicarsi a questo lavoro a tempo pieno. I giovani spesso lo ascoltavano diffidenti e lo deridevano, ma qualche volta rimanevano impressionati dalle sue parole, venivano a chiedergli consiglio e aiuto. E si convertivano. Forse anche perché lui si guardava bene dell'imporre loro di vendere la motocicletta e di andare in chiesa. La sua idea era che doveva essere il pastore ad andare dalla pecora smarrita, come insegna una ~la di Gesù, e non il contrario. Così Herb poté presto contare su un piccolo gruppo di aiutanti che, come lui, giravano gli Stati Uniti in moto e predicavano. Messo, dopo quindici anni, l'Associazione dei moto~ cristiani conta 33 mi la membri.

E diretta da otto predicatori, naturalmente erranti, per seguire i fe deli, che ricevono una motocicletta e uno stipendio annuo di 20 mila dollari. Tra questi c'è anche Herbie, il figlio di Shreve. Due anni fa anche la rivista "Rolling Stone" la Bibbia del rock made in Usa, si è occupata dell'Associazione per registrare il cambiamento di costume. I motociclisti cristiani continuano a por¬tare jeans, giubbotti di pelle e stivali di cuoio, ma tengono ben in vista il loro distintivo, un triangolo con due mani congiunte in preghiera e una croce. Non bevono; quando, stanchi e coperti di polvere, arrivano in una tavola calda, si ricordano di ringraziare Dio. Quando enfrano in città non cercano dl fare guai odi attaccar briga ma tirano fuori la Bibbia, leggono qualche versetto, predicano e cantano degli inni. Insomma hanno dato un duro colpo alla mitologia del motociclista sporco e cattivo stile Hell's Angels o all'avventuriero disperato descritto in Easy Rider.

Dio possiede un esercito che viaggia in motocicletta», ama ripetere Shreve. E aggiunge che se un soldato semplice può anche andare in Honda, un generale deve assolutamente usare una Harley Davidson. «Il mio metodo può sembrare strano, ma in questo modo io e i miei aiutanti abbiamo salvato migliaia di giovani che in chiesa non ci sarebbero entrati mai». I convertiti si dividono in due categorie principali: quelli conquistati dalla predicazione e quelli che invece hanno cominciato a credere in Dio da soli, dopo essere scampati a qualche terribile incidente, e che hanno visto nella visita di uno dei pastori di Shreve un altro segno del cielo. Insieme ai giovani, però ci sono ormai tante persone di mezz'età e addirittura diversi anziani di sessanta o settant'anni. I requisiti indispensabili per l'iscrizione, infatti, non contemplano limiti di età; bisogna solo essere o diventare credenti e possedere una moto con cui percorrere alcune migliaia di chilometri ogni anno. Forse è per questo che tra i soci il gusto per l'avventura è un po' in ribasso e tanti centauri, sotto sotto, agli stivali preferiscono le pantofole.

Le case produttrici se ne sono accorte da tempo e hanno messo sul mercato delle moto adatte a loro: grandi, comode, magari un po' lente ma cariche di optional. E naturalmente costose. Alcune costa¬ no più di quaranta milioni. Molti, soprattutto fra i giovani, se ne sono lamentati: «Sono troppo care e ingombranti. Basterebbe aggiungere due ruote per farne delle automobili». Uno dei soci, per esempio, possiede una Honda Gold Wing su cui ha uno stereo che regola automaticamente il volume sulla base dei rumori esterni, un altimetro, un termometro atmosferico, un compressore automatico ad aria per attutire gli urti e un radar detector nascosto che lo avverte se un. pattuglia della polizia sta usando il dispositivo per il controllo della velocità. Nemmeno i santi, evidentemente, possono permettersi di andare piano. Forse hanno fretta di arrivare in paradiso.

212G-082-013
A sinistra: Lucille e Jean Pidcock, luna di miele in moto. Sopra, Charity e Bridget Vadner aspettano papa

212G-016-004
Carl Cureton in Harley Davidson. L'alano in sidecar

END