MARIE CLAIRE ITALIA
IL SUCCESSO
COSA DA E COSA TOGLIE
Di Giovanna Zucconi


221P-072-004

Via per sempre lo sguardo gelido e il tono imperioso, via il tailleur gessato e tutto l'armamentario da donna "rampante": più dura dei duri, più maschia dei maschi, capace di ogni rinuncia pur di arrivare al vertice. Amori e figli compresi. Via per sempre, vecchi stereotipi. Era roba da pioniere, quella, quando per conquistare territori maschili le donne dovevano sfoggiare aggressività e determinazione. E anche se due libri appena usciti, Le brave ragazze non vanno avanti di Kate White (Mondadori) e Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive vanno dapperrutto di Ute Ehrhardt (Corbaccio) invitano ancora le donne, sia pur con ironia, a far propri certi atteggiamenti da battaglia tipici degli uomini, oggi le cose sembrano cambiare. Sembrano entrare in gioco sfumature diverse, sintomo di nuovi modelli, di valori ormai cambiati, forse di un'inedita via femminile al successo. Perché chi ce l'ha, il suc­cesso, come le quattro donne che Marie Claire ha messo a confronto su questi terni, non parla più di traguardi e conquiste, ma di serenità, equilibrio, armonia. Persino di felicità. Ha imparato a chiedersi «chi me lo fa fare?», a non sacrificare tutto per il lavoro. Certo, valutazioni e obiettivi cambiano a seconda dell'età, del carattere, della storia personale. Ma fra le quattro signore che hanno par­tecipato al nostro incontro, sembra esserci un'assonanza di valori, una comune ricerca di arricchimento interiore, quasi di saggezza. Abbiamo intervistato:

Giustina Destro. Manager e imprenditrice padovana (la sua azienda, Alfa Cabel, produce cavi elettrici e fattura 20 miliardi l'anno), è l'unica donna nella giunta di Confindustria e sembra destinata al vertice della piccola industria, al posto dell'attuale presidente Giorgio Fossa. Attivissima, infaticabile, tailleur firmato e pettinatura impeccabile, dice:

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