PHOTOGRAPHY ITALIANA
la donna fotografa
APRILl 1970
MIKE EDELSEON
Photographs by MARY ELLEN MARK


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Mary Ellen Mark

Imbattersi nelle immagini di Mary Ellen Mark è come entrare in un mondo di ingenuità non diluita..... innocente spoglia l'imperatore dei suoi abiti! In questo mondo di impassibile semplicità non c'è quartiere. Può essere il mondo di un bambino, ma non dobbiamo dimenticare che se un bambino può avere illusioni, egli non ha però delusioni. Questa fantasia particolare è riservata agli adulti maturi. La semplicità dell'apparenza si estende anche all'attrezzatura che ella usa per popolare il suo mondo di luci ed ombre: Leica M, con un obiettivo normale ed il suo amato grandangolo. Trovato una volta per tutte questo « medium >> aderente alla realtà di ciò che vede, Mary Ellen rifiuta di abbandonano per una varietà di obiettivi più affascinante o più alla moda. Qui opera una saggezza intuitiva (basta guardarle, le sue magini): che cosa potrebbe essere più contemporaneo del nudo ambiente che avvolge i personaggi della sua iconografia? Spesso i soggetti sono in un vuoto trasparente: il vuoto del nostro mondo d'oggi.

Se le sue immagini non vi rendono felici, non orpredetevene: il suo ed il nostro mondo non è un mondo felice. Quantunque ella possa forse appesantire il suo punto di vista triste, lo fa con una convinzione precisa e per motivi che appaiono inoppugnabili. Mentre molti si indignano di fronte alle immagini del Biafra, al tempo stesso sembrano dimentichi della pari inumanità delle New York o Milano di oggi.

L'aria è diventata tanto sporca da servire ora a nascondere il marcio?

Mary Ellen oltrepassa molte volte questa foschia mimetica addentrandosi nel terrore dello sguardo immobile dei suoi soggetti: quello è lo squallido mondo che ella indaga con il suo grandangolare. I suoi soggetti sono imprigionati nelle stesse invisibili celle racchiuse nel mirino.

Ma come può una ragazza americana non ancora trentenne essere tanto percettiva? Non è questa visione la sorte che tocca ed appartiene di diritto ai più vecchi di ogni età? Dimentichiamo che il mondo di oggi è un mondo dei giovani: il 50% della popolazione degli Stati Uniti è sotto i trenta. I << vecchi >>, come noi li conosciamo, da tempo non sono più sul trono. Vivere nell'attimo regna al posto delle vecchie maniere e dei pensieri. Questo è ciò che Mary Ellen rappresenta così bene: è lei stessa un prodotto della sua età in America (televisione giornaliera, cinema due o tre volte la settimana, e un'immensa disponibilità di nozioni al tocco di un bottone), non una ancella.

Di persona rassomiglia alle sue immagini: La sua ' entrata in scena» è forte (come quella di una Katharine Hepburn) ma, al tempo stesso, recita in sordina, con la forza che solo le donne possiedono. E donna da cima a fondo: ogni uomo, sia egli americano, italiano, francese o persino tedesco, non può non sentirla. Se la si interroga sul suo lavoro, le risposte sono quelle non-risposte che solo le donne sanno dare. Non per caso la sfinge era donna. Se si dovesse giudicare l'opera di Mary Ellen soltanto da quello che ella dice, senza aver visto le sue fotografie, si sarebbe al buio. Non può, semplicemente, non può dire quello che sta facendo. Sarebbe una perfetta ospite a pranzo; come insegnante sarebbe un disastro. Non parla con le labbra, ma con le immagini: però in questo linguaggio iconografico è maestra.


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Molti scoprono la via da seguire nella vita mentre   requentano l'università. Questo e anche il caso di Mary Ellen Mark, che scoprì in quel periodo la macchina-che-fa-le-immagini, la fotocamera, e in breve tempo questo apparecchio diventa la sua Stele di Rosetta, giacché attraverso di esso ella riuscì a dire cose che altrimenti, probabilmente, sarebbero rimaste inespresse Tanto giovane e così comunicativa! Sembra una contraddizione a molte persone non più « verdi «: esse trovano infatti che i giovani non possano esprimersi che per un ristretto cerchio della propria generazione. Può darsi, come può darsi che questi giovani >> non abbiano trovato la propria Stele di Rosetta, come invece e successo a Mary Ellen. Con la sua macchina fotografica ella è la voce di oggi che parla del passato, del presente, e, con molte probabilità, anche del futuro.
           
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