playmen
PLAYMEN MAGGIO
MAY 1969
By Enrico de Boccard

America, America. Un'America medita eppure conosciuta. La faccia quotidiana e terribile del quarto continente in una documentazione bellissima e allucinante della grande fotografa Mary Ellen Mark. La stessa faccia che è possibile riscontrare, con un brivido di rivolta e di paura, nelle immagini di Carla Cerati che illustrano l'articolo di Federico d'Oslo sull'istituzione Violenta, su quegli atroci lager dell'ipocrisia e della falsa scienza che sono ancora gli ospedali psichiatrici. La stessa faccia un poco ottusa, crudele, malata, anche, che è possibile rinvenire negli ufficiali delle SS e delle SA nella minuziosa ricostruzione fatta da Visconti per il suo film La caduta degli dei. Un'opera singolare che rievoca in un clima allucinato e realistico la « notte di Hitler »,. la famosa notte « dei lunghi coltelli » in cui le SA vennero sterminate dalle SS, così come appare dalla precisa documentazione raccolta con la consueta competenza (non priva di una intelligente ironia) da Enrico de Boccard e nelle foto di Mario Turzi.

Ma, per fortuna, esiste anche l'altra faccia, la faccia dell'uomo, inteso nel senso più alto del termine. La faccia dell'autenticità, dell'entusiasmo e della tenerezza. La faccia di un grande artista come Manzù per esempio, un Manzù inedito e un po' segreto, « visitato » e « raccontato » da Aldo Nobile e fotografato da Bruna Amico. E quelle di un poeta come Majakovskij nei suoi aspetti più vulnerabili e scoperti. Un Majakovskij, cucciolo innamorato, quale ci rivelano le sue lettere a Lili Brik, che forniscono a Valobra lo spunto per uno dei suoi sapidi ritratti.

E infine la faccia della bellezza, della purezza dei tratti e delle forme, della ineguagliabile e ineguagliata « poesia della pelle ». Piera Coser, attrice e playgirl, tuffata da Roberto Rocchi, nel giallo violento della fantasia; Vanéssa Redgrave, che interpreta la « ruggente Isadora », la grande Duncan, dalla vita di falena e dal tragico destino, ingrid Thulin che fa da contrappunto alla bestialità della violenza nel film di Visconti, Maruka, donna-ispirazione che ridà vita alla morta pittura, e Nichina uscita da un quadro ottocentesco. E infine Heidi, figlia della spuma del mare. Per non parlare di Alice, la protagonista del film di Arthur Penn (autore di Bonnie and Clyde) che per la prima volta ci dà un ritratto autentico di un gruppo di hippies americani che impersonano se stessi in un favoloso documentario di Bud Lee.

Non poteva mancare, ovviamente, la faccia della cultura, reperibile nelle consuete rubriche specialistiche, nella scintillante e stimolante intervista a Giuseppe Patroni Grifli (del cui ultimo film, Metti, una sera a cena, pubblichiamo anche una, documentazione fotografica), nei racconti dell'autore di « Nata in trincea «, Giorgio ,Villani (Il tecnico dell'osceno), di Mario Venturoli (Un'amica d'infanzia), dei fratelli Franco e Guido Crepax (Resurrezione); nelle singolari e inedite pagine del marchese de Sade « Turista in Italia »; e, infine, last but not least, nella consueta puntata del « dizionario della letteratura erotica e galante » di Enrico de Boccard.

END