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IO NO SONO NORMALE
2008
By Sara Faillaci
Photographs by Mary Ellen Mark

Willem Dafoe
Residenza: da New York a Roma. Professione : dai teatri di Broadway agli studi di Cinecitta. Statop civile: da una donna Americana piu anziana di II anni a una italiana piu giovane di 20. E l’insolita carta d’identita dell’attore a cui Hollywood non affisa parti da protagonist sapete perche?


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Willem Dafoe, 52 anni, nei panni del gesture di un club di lap dance nel film Go Go Tales del regista indepedente Abel Ferrara, nei cinema dal 20 giugno. L’attore e stato ospite della X edizione del Napoli Film Festival appena conclusa.


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Roma, interno di una cucina piena di luce. Willeni Dafoc mi sta parlando in italiano mentre prepara amorevolmente un piattino con cafR espresso e una fetta di torta a! cioceolato appena sfoniata. <Swsi, quanto zuceheco?>', mi sussuna, sorridendo.
Willein Dafoe a Ronia ci vive per buona pane dell'anno (U rsto del tempo to passa a New \brk) da (1nando ha sposato Giada Colagrande, regista italiana trentaduenne. Si sono conosciuti net 2004, mentre lui, che oggi ha 52 anni, stava girando net nostro Paese Le avventure acqwztwhe di Steve Zissou: è stato un colpo di flitmine. Per Giada, t'attore americano ha tasciato la regista Elizabeth LeCompte, piü grande di tui dill anni, con ciii aveva vis­ suto e tavorato per quasi trenta (lei dir‑ge la compagnia teatrate newyorkese The Wooster Group, che avevano fondato insieme) e da cui aveva avuto un figtio yenticinquenne, Jack.
E sempre a Roma, negti studi di CinecittS, è stato girato Go Go Tales, t'uttimo film del regista americano Abel Ferrara, che uscirS in Itatia it 20 giugno e di cui Dafoe è protagonista. Interpreta Ray Ruby, gestore a New York di un club di striptease dove tavorano ragazze con ambizioni artistiche (te attrici Stefania Rocca e Asia Argento, la modelta Bianca Batti, la showgirl Justine Mattera). Net film fa un cameo anche Riccardo Scamarcio, nei panni det marito della Balti, che una sera scopre per caso it vero lavoro delta moglie.

Parliamo italiano?

,,No, parto motto mate. PerO lo capisco. E una lingua che mi piace motto, erei impararla, anche per poter comunicare con i familiari di Giada”.

 Non partano inglese?

“No. In Italia, del resto, non è motto comune trovare quatcuno che to parli. Mi sento davvero nn immigrato qui a Roma. E abbiamo scetto di vivere in questo quartiere (mi chiede di non citarne d nome, ndr) perché e I'unico dove vivono extracomunitani, africani, sudamericani, arabi: sembra quasi New York. Qui la gente mi riconosce poco, cosI sono libero di girare e di fare pratica con la lingua: è come tornare bambino”.

La famiglia di sua moglie come l'ha accolta?

“Molto bene: sono pugliesi, ospitali. Mi piace it senso delta famiglia che avete, i pranzi con gli zii che danno consigli, it limoncello alla fine dci pasti... Tra parenti vi date una mano, come in una comunith. Poi immagino che la famiglia qui possa essere anche soffocante, ma mi piace. E ho imparato molte cose dall'Italia: la cura dci dettagli, l'importanza delta forma ottre che delta sostanza”.

Sta meglio qui o in America?

“Non ho mai desiderato fliggire dal mio Paese, ma negli Stati Uniti ce un puritanesimo che, lo ammetto, inizia a pesarmi. Lh, se fai qualcosa contro la legge, sei certo che verrai pnnito, qui, se commetti qualco­ sa di itlegale, hai scmpre una possibilith di cavartela, come capita at mio personaggio in Go Go Tales. Certo, questo e anche it vostm probtema”.

Come è arrivato a questo film?

“Conosco Ferrara da tempo, avevamo lavorato insieme in New Rose Hotel e sapevo che aveva questo progetto da anni. E una storia che, a differenza detle sue precedenti, descniye un mondo inventato. Mi attraeva l'ideadi interpretare un personaggio che è quasi un alter ego di Abel: Ray h un romantico, e tutto congiura contro di lui. Rischia continuamente di essere distmtto dagli eventi perchh e un sognatore e vive in maniera poco convenzionale”.

Ferrara è cosi?

“lo lo vedo cosi. E uno che si fa i suoi film da solo, non lavora mai con gli studios, spesso e caotico nd lavoro e questo spa­

yenta motti. Alto stesso modo Ray è un ideatista, crede che le ragazze che tavorano per tui, a fliria di spogliarsi e vendere sesso, possano davvero diventare star, e quasi un padre per torn. E un uomo che scommette, capace di comprare un highetto delta lotteria e vincere, ma di perdere ii premio perché non trova piü il tagliando. Mi attrae perché io non sono cosi, e forse mi piacerebbe esserlo".

Come si è trovato a girare con tante e belle attrici italiane?

"Benissimo: ho anche partecipato alla scetta del cast. Ii set poi h stato divertente perché c'è stata motta improvvisazione: Abel non lavora con un copione de­ finit”.

Mai pensato di tint il regista?

“No. A me piace far vivere le stone di altri, trasformarmi”.

Eppure ho letto che da ragazzo non sognava di fare questo mestiere.

,,Per anni a New York sono salito sul patcoscenico, a teatro. Ma il Wooster Group era quasi un haboratorio, recitare per me era un divertimento. E passato motto tempo prima che pensassi di far­lo come tavorn".

I suoi genitori sono entrambi medici. Non sognavano che seguisse la loro strada?

"Siamo otto figli e io sono il settimo: potevo fare quello che volevo, l'importante era che mi togliessi dai piedi".

E per una ventina d'anni ha recitato, piü in teatro che al cinema.

"Lanno prossimo tomerô sul palcosceni­ Peiiso che ii rnatrinionio abbia senso STANDO INSIEME: se passi da solo tantc) tempos alla fine sono tiroppe ie cose che non condividico, a New York, ma per un po' ho dovuto interrompere. Ho lasciato ii Wooster Group perché la direttrice era Elizabeth, non stavamo pin insieme, e rappacificarsi ha richiesto tempo. Probabilmente avrei smesso comunque: diventava sempre piü difficile reinserirsi ndla compagnia di ritomo dai film”.

Che sono stati tanti e celebri ‑ Pla­toon, Ii paziente inglese, Spider‑Man‑, ma raramente in parti da protagonista.

“Nei grandi film degli studios è difficile che i personaggi principali siano interessanti. Quando si investe molto denaro in una pellicola si preferisce andare sul sicuro e i protagonisti, oltre a essere di bell'aspetto, devono consentire alla gente di identificarsi il pifl possibile. lo non credo di essere cosI "normale".

La sua faccia non è convenzionale, perb tutti la ricordano.

“Questo mi fa piacere. Ma non la vedo cost strana”.

Converrà che ci sono facce pifl rassicuranti. Quella di Harrison Ford, per esempio. Avete recitato insieme in Sotto il segno delpericolo: che impressione le ha fatto?

“Fantastica. Lui ha la percezione esatta di quello che vuole la gente. A volte sul set capitava che mi dicesse: "No, il pubblico non vuole che ii tuo personaggio dica questo", e aveva sempre ragione”.

Che cosa pensa del quarto Indiana Jones?

“Harrison migliora con gli anni e non mi stupisce che abbia fatto un film d'azione alla sua eta: il passare del tempo non sembra avere effetto su di lui. Ma confesso che non ho mai visto un Indiana Jones. A volte penso che avrei bisogno di distrarmi con un bel film d'azione, ma alla fine mi ritrovo sempre davanti a un documentario che racconta, che so, la vita di un giocatore di football omosessnale ed ebreo”.

Pero ha recitato con Madonna in Body Of Evidence, un film ad alto tasso erotico.

“Mi piacciono i film che parlano di ses­so, sono moko difBcili da affrontare e quindi stimolanti. LI trovavo interessante l'idea che Madonna psicologicamente facesse la parte dell'uomo e io della donna”.

E in una scena esibiva un nudo integrale.

“Per me è normale, in teatro ero spesso nudo”.

Il film perô hi stroncato dalla critica.

“Credo sia uscito nel momento sbagliato: Madonna aveva appena pubblicato Sex, il suo libro di foto erotiche, era fin troppo facile spararle addosso. Lei perô mi piace: e una grande lavoratrice e ha molto senso dell'umorismo”.

Che cosa pensa invece di Barack Obama? Si aspettava che riuscisse a spuntare la nomination democratica?

“Obama rappresenta una grande chance di cambiamento per l'America. Vivendo aIl'estero mi sono accorto ancora di pifl di quanti danni ha prodotto l'amministrazione Bush: nessuno vuole pin collaborare con noi, in nessun campo. Non è un caso che i candidati fossero un nero e una donna: nessun akro ha voglia di raccogliere la durissima sfida che lo aspetta. Sa perô qual è la cosa peggiore di Bush?”.

Dica.

“Agisce mosso dagli interessi personaii, ma è capace di presentarsi come uno di fbi: con lui un americano andrebbe volentieri a farsi una birra, lo considera di casa. Bush è stato eletto dalla gente pili povera, quella che paradossalmente è la piü perializzata dalla sua politica. E, secondo me, in Italia vivete qualcosa di simile con Berlusconi".

Lei a 50 anni ha iniziato una nuova vita. Con Giada si è perfino sposato, cosa che non aveva mai fatto prima.

“II matrimonio non aveva senso per me nella relazione con la madre di mio figlio ma lo ha avuto subito, invece, quando ho incontrato Giada'”.

Vi siete sposati in Italia?

“No, a New York. E stato buffo: ho chiamato il Comune per fissare una data, mi hanno detto che il giorno seguente non ci sarebbero stati molti matrimoni perche era vacanza in America, allora abbiamo sbrigato di corsa tutte le formalità e la mattina dopo ci siamo sposati. Alla cerimonia era presente solo una coppia di amici: ai genitori, a mio figlio e al parenti I'abbiamo detto due settimane dopo. Ma poi in Puglia abbiamo fatto rna grande festa".

Giada ha vent'anni meno di lei. La sente la differenza d'età?

“Solo quando qualcuno me lo ricorda. Ha presente la frase "Mi fa piacere conoscere sua figlia"? Scherzi a parte, ci aiuta il fatto di avere due culture diverse. Se anche lei fosse americana mi farebbe effetto pensare che non conosce i miei cantanti preferiti di quando ero ragazzo”.

A proposito di culture diverse: Giada l'ha conquistata anche in cucina?

“Lei e una cuoca molto brava, ma anche io non scherzo con i piatti italiani: la pasta mi viene benissimo".

Quanto tempo passate separati?

“Poco. Penso che ii matrimoriio abbia senso stando insieme, perché se stai da solo tanto tempo, alla fine ci sono troppe cose che non coudividi”.

Sua moglie fa la regista e avete anche lavorato insieme nel suo secondo film, Before It Had A Name. Per lei è importante condividere, oltre l'amore, anche il lavoro?

“E successo con la mia precedenre compagna, e i miei genitori lavorano insieme: forse è un modello che ho sempre avuto di fronte, fin da barnbino. Non è indispensabile, perô aiuta. E poi mi piace dare una mano a Giada: lei è molto autonoma, ma per le donne è sempre phi diflicile avere credibilità ed emergere".

Che padre e?

“Buono, spero. Quando jack era pic­colo gli ho fatto da madre, visto che Elizabeth lavorava molto phi di me. Mio figlio abita a New York, dove lavora per un'associazione ambientalista, ma ci sentiamo spesso ed è felice che io viva in Italia perché va pazzo per i vostri musei: quando girai qui Ii paziente inglese aveva solo 13 anni, ma già aridava in giro da solo con le cartine per visitare i monumenti".

Vorrebbe altri figli?

"Forse pii avanti. Dipenderà da Giada: è lei quella giovane”.

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THE END